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Giornata della Memoria

Giornata della Memoria

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche entrano per la prima volta nel campo di concentramento di Auschwitz. Aprendo le porte di quei cancelli liberano alcuni prigionieri, ma scoprono gli orrori della guerra e delle stragi naziste. 

Ancora oggi, dopo 77 anni, commemoriamo quel giorno e ricordiamo le vittime dell’Olocausto e delle azioni dei tedeschi. Come scuola riteniamo importante raccontare questa storia ai nostri bimbi, organizzando attività adatte per ogni età nel corso di tutto il mese di Gennaio.

Le classi dei più piccoli hanno affrontato questo tema partendo dalla lettura di libri riguardanti DIVERSITA’, ACCETTAZIONE e AIUTO.

Attraverso le storie si può comprendere il diritto di poter essere differenti dagli altri e del RICORDARE per non ripetere.

Le classi terze invece hanno affrontato la lettura del libro “Otto! Autobiografia di un orsacchiotto” per ragionare su cosa sia la guerra vista dagli occhi di un bambino tedesco e del suo amico deportato nei campi di concentramento. Sono rimaste particolarmente impresse quelle che i bimbi hanno chiamato le parole della memoria.

RICORDARE, LIBERTA’, UGUAGLIANZA, AMORE.

Dalle riflessioni dei bambini è emersa l’importanza di:

“Ricordarsi le storie del passato perché non accadano più.”.

La nostra esperta di Arte Alessia, attraverso quadri e disegni realizzati da prigionieri di campi di concentramento, ha portato i bimbi di quarta a interrogarsi sui motivi che hanno spinto questi uomini e donne a disegnare ciò che vedevano. Quello che queste vittime hanno fatto è stato denunciare e documentare per poter far sentire la loro voce; ma anche rielaborare un grande dolore una volta liberi. 

Tra le varie attività del mese è stata particolarmente significativa la testimonianza di Liliana Manfredi, superstite dell’eccidio della Bettola per mano dei soldati nazisti.

Incontro on-line con Liliana Manfredi

I ragazzi di quinta, dopo aver letto il suo libro (Il nazista e la bambina), hanno potuto sentire la storia direttamente dalla sua voce e porle varie domande. Per dei ragazzi di 11 anni è stato di grande impatto sentire in prima persona le parole di una nonna allora bambina che come loro ha vissuto anni davvero bui. Ne è uscito un forte messaggio di speranza, quella di cui anche oggi abbiamo bisogno.

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