Piano dell’Offerta Formativa (POF)

Piano dell’Offerta Formativa (POF)

Che cos’è il P.O.F. ?

I bisogni formativi delle famiglie, parte integrante del processo formativo, ci offrono un quadro significativo delle attese della nostra società: la scuola cattolica è percepita come un’opportunità formativa che arricchisce il complesso dell’offerta di istruzione e di educazione e quindi aumenta le possibilità realizzative dei ragazzi.  E’ la maturità della persona nella sua consapevolezza sociale, etica, religiosa che viene apprezzata, unitamente all’acquisto delle competenze e delle abilità strumentali e culturali in grado di permettere un efficace inserimento sociale.

La scelta della scuola cattolica significa in sintesi apprezzamento di una sua peculiare nota distintiva: può offrire un progetto unitario di formazione.

In relazione a questa domanda di autorealizzazione personale adeguata alle odierne richieste dello sviluppo tecnologico e scientifico, acquista tutto il suo significato il Piano dell’Offerta Formativa che cerca di dare corpo e concretezza alle intuizioni culturali, civili, religiose proprie di una “scuola per l’uomo” quale vuole essere la scuola cattolica, ispirata al “progetto di Dio per l’uomo”.

Il presente documento intende dunque presentarsi come fonte educativa ispirativa e come quadro di riferimento culturale e valoriale voluto e scelto dall’intera comunità scolastica e concretamente attuato nell’organizzazione, nella rete di relazioni, nella didattica e nell’apprendimento.

Premessa al piano dell’offerta formativa

Sulla base della definizione legislativa del Piano dell’offerta formativa come “documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e professionale della scuola”, vogliamo individuare i fondamenti dell’identità, personale e comunitaria, della scuola cattolica della Diocesi attraverso la valorizzazione della nostra storia e del nostro progetto di vita: un progetto fondato sulla ricerca di senso del nostro essere e operare, sulla volontà di confronto e di dialogo, sul riconoscimento del valore della persona, sulla formazione di sentimenti di appartenenza e di lealtà verso il nostro Istituto e le sue regole, sull’affínamento della competenza metodologico-didattica per garantire un apprendimento di successo a tutti gli alunni e, infine, sulla disponibilità all’ascolto della famiglia e della Chiesa come poli essenziali del processo educativo.

Come sottolineato nel convegno Fidae del marzo 2000, l’attività della scuola cattolica si snoda nell’ambito di tre dimensioni: ogni iniziativa, ogni sua azione privilegia tre coordinate:

  • LA DIMENSIONE CULTURALE: cultura della responsabilità e di una visione unitaria del  realeche si impegna nel perseguire consapevolezza e coscienza critica, mettendo in guardia contro i rischi, quanto mai incombenti, di relativizzazione e di frammentazione.
  • LA DIMENSIONE CARITATIVA: costituisce la forma dei rapporti tra gli insegnanti e gli alunni: carità è attenzione alla persona, alle sue esigenze, ai suoi bisogni, prima ancora che essa se ne renda conto.
  • LA DIMENSIONE MISSIONARIA: è un’azione missionaria che si esplica in un insegnamento che non è solo trasmissione di dati e di conoscenze, ma sviluppo integrale è, in sintesi, educazione come coscienza dell’unità fra fede e cultura, tra vocazione personale e apertura all’altro.

Finalità della scuola

L’Istituto Santa Dorotea di Casalgrande Alto presenta il suo progetto ponendo come fine dell’istruzione primaria la crescita e la valorizzazione della persona umana nel rispetto dei ritmi dell’età evolutiva, delle differenze, dell’identità di ciascuno e delle scelte educative, alla luce del Profilo Educativo, Culturale e Professionale.

Inoltre la nostra scuola cattolica fa riferimento al doc. Evangeli Vitae  e si ispira al carisma della fondatrice, la genovese Santa Paola Frassinetti (1809-1882), la cui pedagogia si può sintetizzare in queste parole:

Educare per la via del cuore e dell’amore.

Le finalità e i riferimenti valoriali pongono come fine dell’istruzione primaria  la  FORMAZIONE DELL’UOMO E DEL CITTADINO.

Il Profilo Educativo, Culturale e Professionale esplicita ciò che un ragazzo di 14 anni dovrebbe sapere fare per essere l’uomo e il cittadino che è lecito attendersi da lui in questo momento della sua crescita globale.

In questo senso, mette anche in luce come le conoscenze disciplinari e interdisciplinari (il sapere) e le abilità operative (il fare) apprese ed esercitate nel sistema formale (la scuola), non formale (le altre istituzioni formative) e informale (la vita sociale nel suo complesso) siano per il ragazzo, davvero formative nella misura in cui effettivamente diventeranno competenze personali.

La scuola, per la sua identità, non ammette discriminazioni, accoglie alunni di diversa estrazione sociale, culturale, religiosa ed economica. L’ambiente, aperto e familiare, favorisce l’inserimento degli alunni, offrendo possibilità di integrazione anche a quelli in maggiore difficoltà. La nostra scuola pone una particolare attenzione al rapporto con la famiglia degli alunni; essa infatti è

Il santuario della vita, il luogo in cui la vita, dono di Dio, può essere adeguatamente accolta e protetta contro i molteplici attacchi a cui è esposta, e può svilupparsi secondo le esigenze di un’autentica crescita umana. Per questo, determinante e insostituibile è il ruolo della famiglia nel costruire la cultura della vita.

- E.V. N °92

Obiettivi formativi generali

Inoltre, tenendo conto delle Indicazioni Nazionali, ci si propone di:

  • Valorizzare l’esperienza del fanciullo:partite dalle conoscenze “ingenue” che ogni bambino possiede e che utilizza nella sua lettura del mondo;apprezzare questo patrimonio conoscitivo,valoriale e comportamentale per considerarlo, esplorarlo,discuterne;
  • Educare al valore della corporeità: il corpo e il mondo globale di essere nel mondo e agire nella società, per questo e al tempo stesso condizione e risultato dell’avvaloramento di tutte le altre dimensioni della persona: la relazione, l’estetica, la sociale, l’operativa, l’affettiva, la morale, la spirituale e la religiosa
  • Esplicitare le idee e i valori presenti nell’esperienza: ogni bambino è portatore di un patrimonio di visioni, teorie e pratiche che ha accumulato nel corso della sua esperienza precedente e all’interno della famiglia. La nostra scuola primaria mira a far esplicitare l’implicito e lo scontato,in armonia con i valori della Costituzione;
  • Passare dal mondo delle categorie empiriche al mondo delle categorie formali: passare dal mondo e dalla vita ordinati, interpretati e agiti solo alla luce di categorie frutto dell’esperienza, al mondo della vita ordinato e interpretato anche alla luce di categorie critiche, semantiche e sintattiche presenti nelle discipline di studio, è un obiettivo importante per la nostra scuola primaria;
  • Attivare il confronto interpersonale: il percorso di riflessione di cui sopra si propone di stimolare un continuo confronto interpersonale di natura logica, affettiva, morale e sociale, fino all’adozione di “buone pratiche” in tutte le dimensioni della vita umana, personale e comunitaria;
  • Comprendere la diversità della persone e delle culture come ricchezza: la nostra scuola primaria si propone di far conoscere e consentire di affrontare le diverse forme di disagio e diversità, di far prendere coscienza della realtà dell’handicap, di favorire l’operare e il ricercare con sensibilità, rispetto, creatività, partecipazione allo scopo di valorizzare sempre l’altro come risorsa;
  • Praticare l’impegno personale e la solidarietà sociale: offrire agli alunni la possibilità di sperimentare in prima persona l’importanza dell’impegno personale, del lavoro di gruppo attivo e solidale: queste sono le “buone pratiche” richieste dalla Convivenza Civile in prospettiva locale, nazionale, europea e mondiale.

Criteri, strategie e didattiche comuni

Per consentire una formazione adeguata all’esigenze  dei bambini l’organizzazione scolastica cercherà di offrire una variegata gamma di opportunità formative, in grado di garantire a tutti e a ciascuno il pieno esercizio del diritto allo studio. Si tratta anche di favorire la diffusione di una nuova cultura della flessibilità che riguarderà: l’organizzazione dell’attività didattica, il raggruppamento degli allievi, il tipo e le forme di intervento dei docenti, l’utilizzazione funzionale di spazi e tempi. Oltre a valorizzare comunque la classica “ lezione frontale” la prospettiva è quella di dar vita a “nuovi” e “flessibili” modi di vivere l’esperienza scolastica.

Per raggiungere gli obiettivi formativi generali illustrati ci si propone di:

  • Ricercare una costanza di dialogo scuola-famiglia che favorisca la fiducia, la partecipazione, la collaborazione e una maggiore coerenza e uniformità di atteggiamenti educativi.
  • Ricercare una costanza di dialogo con gli alunni, che permetta loro di esprimere esperienze e sentimenti che li educhi ad ascoltare quelli degli altri, che li aiuti ad acquisire maggiore consapevolezza dei significati degli avvenimenti e delle cose.
  • Costruire un ambiente sereno e socializzante nella classe e nella scuola tramite il dialogo, l’ascolto ,l’espressione dei propri vissuti e la valorizzazione dei caratteri positivi di ciascuno.
  • Cogliere ogni occasione durante l’attività scolastica perché, riflettendo sui comportamenti, si pervenga alla consapevolezza della necessità delle regole, alla formulazione di norme concordate, al chiarimento dei diritti e dei doveri di ciascuno.
  • Aiutare il ragazzo a costruire la propria identità attraverso un uso equilibrato e costruttivo sia della gratificazione sia del rimprovero, dimostrando sempre fiducia nelle sue capacità.
  • Educare innanzitutto con l’esempio, assumendo, in quanto educatori e adulti, comportamenti di rispetto, tolleranza, disponibilità e collaborazione.

Scelte metodologiche:

    • LEZIONI ITINERANTI: sono previste uscite didattiche al fine di integrare i contenuti proposti all’interno della classe e permettere agli alunni di approfondire a livello esperienziale quanto appreso.
    • LAVORO DI GRUPPO: per consentire ai ragazzi di agire all’interno di una situazione in cui prevalgono i momenti di apprendimento reale e di arricchimento reciproco.
    • CIRCLE TIME: sono previsti durante l’attività scolastica momenti di dialogo e di scambi interpersonali favoriti dalla disposizione in cerchio dei bambini. Tali momenti sono finalizzati ad una miglior conoscenza reciproca e alla ricerca comune di possibili soluzioni ai piccoli problemi che occasionalmente possono emergere nelle classi.
    • TECNOLOGIA E INFORMATICA: i computers verranno utilizzati come strumenti di supporto per realizzare  attività didattiche in modo più coinvolgente e attuale. Essi serviranno come primo generico approccio al mondo dell’informatica. Uno specifico utilizzo degli strumenti verrà effettuato per il recupero di alunni in gravi difficoltà di apprendimento.
    • TEATRO: per sensibilizzare ed educare gli alunni all’arte della drammatizzazione scenica, la scuola accoglie e partecipa alle diverse proposte teatrali realizzate presso l’oratorio Don  Lorenzo Milani.
    • CATECHESI E PREPARAZIONE AI SACRAMENTI: all’interno del nostro istituto, oltre all’insegnamento della religione cattolica, gli alunni ricevono un’ approfondita catechesi e un’adeguata preparazione ai sacramenti. Questo processo formativo si svolge in stretta collaborazione con le attività proposte dalla Parrocchia di Casalgrande ( ritiri spirituali, incontri formativi, messe…).
    • PARTECIPAZIONE A CONCORSI: ogni anno ,l’istituto ,dopo aver preso in esame e discusso varie proposte, decide di partecipare a concorsi indetti dal CSA, da Associazioni culturali o dal Comune.
    • ATTIVITÀ DI CONOSCENZA DEL TERRITORIO E DELLE TRADIZIONI: la scuola si preoccupa di fornire agli alunni un’adeguata conoscenza del territorio, sia come conformazione ambientale che come tradizioni, attraverso uscite didattiche e convocazioni di esperti.
    • ATTIVITÀ LABORATORIALI ESPRESSIVE E MANUALI: per permettere ad ognuno di esprimere la propria creatività e di sviluppare le proprie abilità verranno organizzate attività pratico-manuali (a classi aperte e non) che permetteranno di favorire la conoscenza dei materiali e del loro utilizzo attraverso la progettazione e la realizzazione degli oggetti.
    • RECUPERO ED APPROFONDIMENTO: dopo un’attenta osservazione dei diversi livelli di apprendimento degli alunni del gruppo classe, gli insegnanti si propongono di attivare programmi di recupero e approfondimento al fine di creare omogeneità ed eterogeneità di competenze.

 Le utenze deboli

Quando si parla di “utenze deboli”nella scuola si fa riferimento a:

  • bambini in situazione di svantaggio socio –culturale eo carenze affettive
  • bambini in situazione di handicap
  • bambini con problematiche culturali dovute a immigrazione, nomadismo…

Per poter operare delle scelte metodologiche-didattiche  ed educative che rispondono ai bisogni degli alunni svantaggiati e che valorizzano le loro potenzialità la scuola deve:

  •  conoscere la situazione iniziale ,acquisendo tutte le possibili informazioni
  •  progettare un percorso didattico individualizzato che tenga conto dei tempi d’apprendimento e dello stile cognitivo
  •  operare una valutazione individualizzata che sappia valorizzare i progressi compiuti.

La scuola e i bambini in situazioni di handicap

La scuola s’impegna a rendere effettivo il principio enunciato dai programmi della scuola elementare secondo cui “l’esercizio del diritto all’educazione ed all’istruzione, nell’ambito dell’istruzione obbligatoria, non può essere impedito dalla presenza di difficoltà nell’apprendimento scolastico che siano legate a situazioni di handicap”.

A tal fine gli insegnanti terranno presenti le seguenti coordinate operative:

  •  il soggetto in situazione di handicap o in difficoltà è depositario di una cultura che deve  essere conosciuta,valorizzata , potenziata;
  •  i soggetti in difficoltà pongono alla scuola una richiesta di forte progettualità che non può essere delegata ad una sola figura anche se  specialista, e che impegna collegialmente tutti gli insegnanti del modulo e quanto necessario dell’intera scuola;
  • gli insegnanti di classe  e di sostegno progettano ed attuano specifici percorsi di insegnamento-apprendimento per favorire l’integrazione e la crescita delle capacità comunicative e relazionali.

Lo strumento attraverso cui si attua l’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap è il PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO che si realizza attraverso questi momenti:

  •   conoscenza della situazione d’ingresso
  •   definizione del PROFILO DINAMICO FUNZIONALE
  •   definizione del PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO
  •   verifiche

 

Le problematiche dell’intercultura

La scuola di fronte a bambini di diversa provenienza, nazionalità, lingua, cultura s’impegna:

  •  a favorire l’integrazione nel rispetto della diversità di tradizioni, religione, cultura , usi e costumi;
  •  a predisporre itinerari didattici che valorizzano la diversità
  •  a collaborare con Enti Locali, Servizi Sociali, associazionismo, volontariato in modo da garantire la migliore      accoglienza e concorrere a risolvere gli eventuali problemi.

Conclusioni

Il POF è un progetto che, tenendo conto delle Indicazioni Nazionali, espone gli aspetti educativo-didattici curricolari e organizzativi a servizio dell’utenza e sintetizza le finalità d’educazione, formazione  e istruzione della Scuola.

Inoltre vuole favorire un clima relazionale e comunicativo incentrato sulla consapevolezza della dignità della persona umana, sul reciproco rispetto e sulla collaborazione.

Garantisce trasparenza programmatica e un orientamento pedagogico- didattico, ben preciso di formazione e non soltanto d’istruzione.

Con il POF la scuola programma per chiarire a se stessa ed agli utenti le modalità di lavoro e suscita il coinvolgimento delle famiglie nel processo educativo.

E’ aperto a modifiche e non vincolante, perché nel corso dell’anno, opportune verifiche, possono portare a cambiamenti eo arricchimenti.

Sta alla responsabilità di tutti la coerenza della sua applicazione.